Nell’immaginario collettivo Bologna è da sempre la città italiana dell’eccellenza musicale e della buona cucina. Inoltre è certo che sia una delle capitali italiane della musica dal vivo in generale e del jazz in particolare: già nel 1947 qui aprivano i battenti i primi club, oltre alle già storiche cantine, all’interno dei quali era possibile vedere all’opera i mostri sacri d’oltreoceano e le stelle nascenti del jazz nostrano. Questa tradizione oggi è viva più che mai: basti pensare che a Bologna a tutt’oggi si contano ben 372 realtà che a vario titolo si occupano di musica su un totale di 374.000 abitanti e che oggi Bologna è una meta ambita per tantissimi musicisti professionisti, valgano per tutti solo i nomi di Steve Grossman e Paolo Fresu che hanno scelto Bologna come loro città di residenza. Una concentrazione di musica che non ha eguali in Italia e trova paragoni solo in alcune capitali europee oppure oltreoceano, in metropoli come ad esempio New York. Una ricchissima tradizione musicale in continua evoluzione che è valsa nel 2006 per Bologna il prestigioso riconoscimento di Città Creativa della Musica Unesco. Tra queste realtà musicali occupano un posto essenziale i tantissimi locali dove si propone musica dal vivo in modo saltuario o continuativo. D’altronde i dati SIAE parlano chiaro: il 31,7% della musica leggera e l’83,7% della musica jazz in città si ascoltano nei club.